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Aperta la porta della camera di Andrea, sbirciò dentro. La stanza non era del tutto al buio. Proveniente da una presa vici- no al letto, una tenue luce diffondeva chiarore.

  • Ciao nonno!
  • Allora, ometto mio, come stai? La mamma dice che ti sei bec- cato il virus!
  • Pare di sì.
  • E come è successo?
  • A scuola tre compagni se lo sono preso. Anche Massimo, il mio vicino di banco.
  • Ah ecco spiegato il contagio! Ora però non ti preoccupare. La mamma e il babbo, ti cureranno come si deve.
  • Sì, però io ora mi annoio. Mi hanno detto che devo stare chiu- so in casa fino a quando non sarò guarito. Mi pare una ingiu- stizia.
  • Solo per poco. Vedi Andrea, l’isolamento è necessario, questo è un virus particolarmente cattivo. L’hanno chiamato COVID e non mi chiedere il perché. È molto contagioso e coloro che ce l’hanno possono attaccarlo ad altri. Ora pensa a tutti quelli che hanno già problemi di salute, come gli anziani e le persone

fragili, per questi sarebbe molto pericoloso. Le difese immu- nitarie, che tu hai, perché sei giovane, loro non ce l’hanno. Se contagiati, potrebbero persino morire.

  • Allora anche tu. Forse non dovevi venire.
  • Tranquillo, piccolo, per ora il nonno è immune. Cioè, ho fatto il vaccino che impedisce al virus di colpirmi.
  • Ah, meno male. Allora puoi restare, vero?
  • Ma certo! Sono venuto per questo. Babbo e mamma, da medi- ci, devono andare ogni giorno a curare in ospedale tutti quelli che sono stati colpiti in una forma più grave della tua, perché o non hanno fatto in tempo a vaccinarsi o si sono rifiutati di vaccinarsi.
  • Quindi ora stai con me. Che bello! Possiamo giocare a carte? Lo sai che a briscola e a scopa sono un campione!
  • Certo, ma non subito. Ora devi stare a riposo. Poi faremo tutti i giochi che vuoi.
  • Allora, se non posso alzarmi, mi racconti una storia? Come quelle che scrivi.
  • Una storia? E perché no! Ne ho proprio una molto bella da leggerti . Come vedi, proprio pensando che me lo avresti chie- sto, ho qui con me la cartelletta dei miei racconti ancora inediti.
  • Allora, da, i raccontamela!
  • Va bene. Si intitola “Il volo di Sem”.
  • Chi è Sem, un uccellino?
  • No, non è un volatile. Ma lo capirai man mano che ascolterai.
  • Sì. Ma, nonno, quando potrò uscire?
  • Non sono un medico e non te lo so dire. È certo che, appena

ti sentirai meglio, ti faranno un tampone di controllo e se sarà negativo, potrai tornare a scuola.

Andrea, rassicurato dalle ulteriori conferme ottenute, si rag- gomitolò su un fianco, mentre il nonno, avvicinando una co- moda poltrona al letto, dava inizio al “viaggio di Sem.

Il paese delle cose perdute di Enrico Maria Guerra

SKU: EB
€ 30,00Prezzo
IVA inclusa
  •  Enrico Maria Guerra (Pisa, 1941) è scrittore e poeta. Vive e risiede a Spoltore, in provincia di Pescara.

    Sopravvissuto da bambino alla strage del Duomo di San Miniato del 22 luglio 1944, in cui perse il padre insieme ad altre 54 vittime civili, ha trasformato nel tempo l’esperienza del trauma, della memoria e dell’assenza in materia letteraria. Ex bibliotecario, osservatore attento dell’uomo e delle sue fragilità, ha attraversato la narrativa e la poesia come strumenti di testimonianza e di resistenza umana.

    La sua produzione spazia dal racconto al romanzo, fino alla poesia. Tra le opere di narrativa si ricordano Diapositive ed altri racconti (1994), Le stagioni del nostro giardino segreto (1995), La bottega sistina (2010), Sopra e sotto lu turrione (2013), La panchina postale (2014), Cronache melassiane (2019), Le avventure di Cat Holmes (2021–2022) e Il paese delle cose perdute ed altri racconti (2023). In poesia ha pubblicato, tra le altre, Florilegio di un amore (2020) e Una vita in versi (2024).

    In occasione del conferimento della cittadinanza onoraria alle vittime della strage di San Miniato, l’autore ha donato al Comune la propria opera La panchina postale, all’interno della quale un racconto rievoca l’esperienza vissuta all’età di tre anni, filtrata attraverso i ricordi di bambino che la memoria ha saputo conservare.

    Florilegio di un amore si è classificato secondo ex aequo alla VI Edizione del Premio Letterario Internazionale “Ut Pictura Poesis – Città di Chieti 2024” (sezione poesia edita). Nel 2025 ha ricevuto la Segnalazione di Merito al Premio CivitaquanaPoesia per l’opera I miei temporali.

    Nel 2023 ha donato al Museo della Lettera d’Amore di Torrevecchia Teatina un epistolario amoroso di rilevante valore letterario, partecipando alle Giornate Europee del Patrimonio. La sua attività è accompagnata da letture pubbliche e incontri culturali.

    La scrittura di Enrico Maria Guerra è attraversata dai temi dell’amore perduto, della memoria e del tempo, con una lingua che unisce simbolismo, autobiografia e riflessione civile, nella convinzione che la parola resti l’ultimo linguaggio umano possibile sotto la moderna “Torre di Babele”.

     

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