SINOSSI
Una storia d’amore, non vissuta fino in fondo, tra due ventenni negli anni immediatamente precedenti la rivoluzione sociale del ’68.
O forse, era solo una “cosa” come finisce per definirla lei. In realtà, un legame tanto coinvolgente e puro da segnare la vita di entrambi: causa di tutte le frustrazioni future per lui, causa dell’incapacità di lei di amare l’altro.
Il ritrovarsi cinquantenni, ancora simbiotici, nonostante “le cellule cerebrali e fisiche totalmente rinnovate”, li fa illudere, per poco però, di poter mutare le loro vite. Porterà lei ad una svolta liberatoria, ma stigmatizzerà inesorabilmente lui nella continua ricerca di effimere compensazioni.
Nel terzo atto, ora ottantenni, grazie ad internet si sono ritrovati e si sentono telefonicamente per analizzare i dettagli della loro storia, tirarli fuori da sé, perché … “Anche alle piaghe da decubito devi far prendere aria, se vuoi guarirne”.
Lascio ora alla lettura de “La luna spezzata”
“Acciò che io non vada ogni particular cosa delle sue virtù raccontando”. Boccaccio, Decameron
Particolarità.
Nei primi due atti, sono protagoniste anche le “Cose” presenti e partecipano all’evolversi degli accadimenti, commentandoli. Nel terzo atto invece, solo Lei e Lui, inscatolati in due ambienti ben distinti ad evidenziare maggiormente il loro sentirsi ormai lontani.
La scenografia è curata nei dettagli.
La Luna Spezzata di Enrico Maria Guerra
Enrico Maria Guerra (Pisa, 1941) è scrittore e poeta. Vive e risiede a Spoltore, in provincia di Pescara.
Sopravvissuto da bambino alla strage del Duomo di San Miniato del 22 luglio 1944, in cui perse il padre insieme ad altre 54 vittime civili, ha trasformato nel tempo l’esperienza del trauma, della memoria e dell’assenza in materia letteraria. Ex bibliotecario, osservatore attento dell’uomo e delle sue fragilità, ha attraversato la narrativa e la poesia come strumenti di testimonianza e di resistenza umana.
La sua produzione spazia dal racconto al romanzo, fino alla poesia. Tra le opere di narrativa si ricordano Diapositive ed altri racconti (1994), Le stagioni del nostro giardino segreto (1995), La bottega sistina (2010), Sopra e sotto lu turrione (2013), La panchina postale (2014), Cronache melassiane (2019), Le avventure di Cat Holmes (2021–2022) e Il paese delle cose perdute ed altri racconti (2023). In poesia ha pubblicato, tra le altre, Florilegio di un amore (2020) e Una vita in versi (2024).
In occasione del conferimento della cittadinanza onoraria alle vittime della strage di San Miniato, l’autore ha donato al Comune la propria opera La panchina postale, all’interno della quale un racconto rievoca l’esperienza vissuta all’età di tre anni, filtrata attraverso i ricordi di bambino che la memoria ha saputo conservare.
Florilegio di un amore si è classificato secondo ex aequo alla VI Edizione del Premio Letterario Internazionale “Ut Pictura Poesis – Città di Chieti 2024” (sezione poesia edita). Nel 2025 ha ricevuto la Segnalazione di Merito al Premio CivitaquanaPoesia per l’opera I miei temporali.
Nel 2023 ha donato al Museo della Lettera d’Amore di Torrevecchia Teatina un epistolario amoroso di rilevante valore letterario, partecipando alle Giornate Europee del Patrimonio. La sua attività è accompagnata da letture pubbliche e incontri culturali.
La scrittura di Enrico Maria Guerra è attraversata dai temi dell’amore perduto, della memoria e del tempo, con una lingua che unisce simbolismo, autobiografia e riflessione civile, nella convinzione che la parola resti l’ultimo linguaggio umano possibile sotto la moderna “Torre di Babele”.


































